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Bolsena Tour

Storia del miracolo eucaristico di Bolsena

 

La vicenda del miracolo eucaristico di Bolsena, si è verificata in un cotesto temporale in cui predominava  il dubbio sull’effettiva transustanziazione; ossia  sulla presenza del sangue e del corpo di Cristo nell’ostia consacrata, e più precisamente l’incertezza era sul tipo di presenza: Solo simbolica o pienamente reale? Tale dubbio non era insito solo tra la gente comune del popolo, bensì anche tra alcuni esponenti del Clero stesso.
La tradizione cattolica narra che intorno all’estate del 1263 un sacerdote dell’odierno Est europeo, probabilmente di origine boema, al fine di placare i suoi dubbi sulla transustanziazione, decise di fare un pellegrinaggio da Praga a Roma,  pregando direttamente sulla tomba di Pietro. Durante le varie soste, si fermò per  pernottare a Bolsena, dove il giorno dopo, celebrò una messa nella Collegiata dei S.S Giorgio e Cristina. Sempre secondo la tradizione cattolica, si narra che al momento della consacrazione, l’ostia avrebbe iniziato a sanguinare, destando così paura e agitazione nel sacerdote. Questo sentimento di paura confuse il sacerdote che tentò di concludere la funzione religiosa senza trasmettere il proprio panico ai fedeli, di fatti avvolse l’ostia nel corporale di lino che abitualmente era usato per la purificazione del calice e si incamminò velocemente presso la sacrestia. Nel percorso verso la sacrestia, incautamente delle goccie di sangue cadderò sia sul pavimento di marmo che sui gradini dell’altare.
In seguito a tale evento, il sacerdote si diresse dal Papa Urbano IV, che in quel periodo soggiornava nella vicina Orvieto, per narrare l’accaduto.  Il Papa si servì prontamente del vescovo di Orvieto, il quale fu inviato a Bolsena per costatare la veridicità o meno di quanto era stato raccontato dal sacerdote. Parte delle reliquie vennero recuperate e un anno dopo nel 1264, Urbano IV confermò il miracolo, incaricando Tommaso  d’Aquino di elaborare i testi  per la liturgia stessa.
Così, a tutta Chiesa fu estesa la solennità del Corpus Domini, nata precedentemente nel 1247 in Belgio, presso la diocesi di Liegi.
Papà Urbano IV riconoscendo questa festa religiosa, diede una risposta contraria alla tesi affermata da Berengario di Tours, che invece sosteneva una presenza esclusivamente simbolica di Cristo nell’eucarestia.
A partire dal 1290 venne edificato su apposita commissione il Duomo di Orvieto, seguirono la cappella del corporale nel 1364, e la cappella nuova nel 1504.